La pasta di Fifiddu Lintichedda

Il Pastaio Matto

Anche questa settimana con il mio piatto vi porto tra i viaggi del gusto siculo, ma soprattutto nella Taverna di Monreale di Nonno Pippinu con le sue bontà e i suoi cunti

Guarda su Instagram

Oggi vi racconto la storia di un picciottu (ragazzo) di nome Fifiddu (Filippo) soprannominato da Nonno Pippinu Linticchedda. Perché questo nome? Perché quando andava a mangiare nella Taverna ordinava solo pasta e lenticchie. Fifiddu era palermitano, di famiglia “povera e pulita”, come diceva Nonno Pippinu, figlio di Mommo (Girolamo) un sagrestano sfollato a Monreale con la sua famiglia durante la Seconda Guerra Mondiale.

Una sera mentre infuriava un bombardamento e tutti si nascondevano dentro ai rifugi, il giovane Fifiddu incontra la bella mora Agata, figlia di un noto e ricco proprietario terriero della Conca D’oro.

 

Per i due giovani fu un colpo di fulmine. A quel tempo non era per niente facile vedersi e i due innamorati si incontravano nei rifugi durante i bombardamenti, oppure la domenica in chiesa.

Don Tano, padre di Agatina, era contrario a questo amore smisurato fatto di sguardi e di poche parole tra sua figlia e Fifiddu, e soprattutto non accettava la differenza di status economico che vi era tra le due famiglie.

 

Malgrado i rischi causati dalla guerra fossero numerosi (bombardamenti, mancanza di cibo, epidemie…) Don Tano allontanò dalla sua casa la bella figlia e la fece rifugiare da alcuni parenti a Montelepre affinché non vedesse più Fifiddu.

Il giovane innamorato follemente della ragazza la cercò a Monreale e in tutti i paesi limitrofi senza però ottenere alcun risultato e cadendo nello sconforto. Ma un giorno Agatina fece recapitare a Fifiddu una lettera tramite suo cugino Mimmuzzu (Domenico) nella quale svelava il luogo dove era stata trasferita. Così i due innamorati si videro e organizzarono la fuitina (allontanamento arbitrario della coppia di fidanzati, in modo da consumare in anticipo il matrimonio, mettendo i genitori di fronte al fatto compiuto)

 

Per ristabilire il disonore che Don Tano e la sua famiglia sentivano addosso a causa di quanto accaduto, Nonna Nina molto amica di donna Teresina (moglie del sagrestano Mommo e madre di Fifiddu) fece intervenire Nonno Pippinu affinché facesse riappacificare le due famiglie, e convincesse quel ragazzo “senza arte né parte” a trovarsi un lavoro.

 

Fifiddu divenne un coltivatore e con gli anni un ricco proprietario terriero come il suocero. Dall’unione dei due giovani nacquero nove figli, e per riconoscenza nei confronti di Nonno Pippinu gli fecero battezzare e cresimare il primogenito Meluccio (Carmelo). 

Nella Taverna di Salita Valenza, la Pasta di Fifiddu Lintichedda veniva servita con le vongole. Una vera specialità.

 

 

Questa la Lista degli Ingredienti per 2 persone:

 

  •  200 g Mezzi Rigatoni
  •  Olio Evo q.b
  •  3 Spicchi di Aglio
  •  Un Peperoncino intero
  •  300 g Vongole
  •  125 ml Vino bianco Grillo
  •  200 g Lenticchie piccole 
  •  2 l Acqua
  •  1/2 Cipolla 
  •  1 Carota 
  •  1/2 costa di Sedano 
  •  1 Foglia di Alloro
  • Olio Evo (un cucchiaio)
  •  Sale q.b 

Tritate a piccolissimi cubetti il sedano, la carota, e la cipolla.(Se volete potete utilizzare anche il soffritto misto surgelato).


 Prendete una padella, soffriggete a fiamma bassa nell’olio evo, il sedano, la carota, la cipolla.

 

 Aggiungete le lenticchie, aggiustate di sale, mescolate per bene, aggiungete la foglia di alloro
Cuocete e mescolate per 3 minuti a fiamma bassa.


 A questo punto aggiungete l’acqua, mescolate, cuocete a fiamma bassa per 20-25 minuti.

 

 Intanto che le lenticchie cuociono, prendete una padella, quindi mette l’olio, l’aglio ed il peperoncino intero

Soffriggete per 2-3 minuti.


 Aggiungete nel soffritto le vongole, aggiungete del prezzemolo tritato, quindi mescolate; coprite con un coperchio, cuocete a fiamma moderata.

 

 Quando le vongole saranno aperte, aggiungete il vino. Quando l’alcol sarà evaporato, spegnete sul fuoco, lasciate raffreddare, quindi togliete dal guscio le vongole, tenete qualcuna con il guscio,
servirà per la decorazione del piatto.

 

 A questo punto frullate le lenticchie, aggiungete un cucchiaio di olio extravergine di oliva, quindi emulsionate.

 

 Mettete la crema di lenticchie nella padella con il condimento delle vongole. 


 Quando l’acqua della pentola bolle, calate la pasta.


 A 2 minuti dalla cottura trasferite la pasta nella padella, aggiungete un mestolo di acqua di cottura della pasta, amalgamate per il bene.
 Quando la pasta è quasi pronta, aggiungete il prezzemolo, quindi amalgamate a fiamma vivace.
 Impiattate, quindi prima di servire, a piacimento aggiungete altro prezzemolo tritato ed un filo di olio evo.

Share:

On Key

Related Posts

Culture

La Via dei librai per Palermo allo Sperone e a Caccamo

Torna “La Via dei Librai per Palermo” con altri due appuntamenti e il lancio di una nuova iniziativa. Due giorni allo Sperone per proseguire l’esperienza iniziata a Mondello e a Brancaccio e cioè di portare i libri in piazza nelle periferie. Un’altra a Caccamo per aprire un percorso anche nella provincia e sperimentare la formula della manifestazione anche fuori dalla

Read More »
Culture

La Women Orchestra contro la violenza sulle donne

Con un repertorio ad hoc l’orchestra diretta dalla giovane Alessandra Pipitone si esibirà oggi a Palermo, a Palazzo Comitini, alle ore 18, subito dopo il dibattito sul femminicidio organizzato dal “Pool Antiviolenza e per la Legalità”

Read More »