Yoga

“Yoga for Humanity”

Roberta Puglisi

Come in tutto il mondo anche in Sicilia si è celebrata la Giornata internazionale dello Yoga. Piazze, accademie, giardini pubblici, spiagge e campagne, sono diventati Zen

Allineare la propria geometria con l’Universo per raggiungere il più alto livello di sentimento e armonia, attraverso una disciplina spirituale basata su una scienza molto sottile che si concentra sullo stabilire l’armonia tra mente e corpo. È lo yoga, parola che deriva dalla radice sanscrita “yuj” che significa unire, unificarsi o unione, connessione con la Coscienza Universale Suprema,  la cui essenza ruota attorno all’innalzamento della nostra forza vitale e al risveglio della “Kundalini”, una scala verso la beatitudine, dove tutto ciò che la natura ci ha dato può essere cambiato e tutto ciò che la natura ci ha negato, può essere trovato.

 

Un miglioramento dei valori etici, psicologici e spirituali a favore dell’intera umanità, tanto che l’Unesco ha stabilito come questa antica disciplina dell’India, sintesi perfetta della spiritualità indiana, sviluppi “l’unione della mente, del cuore e dell’anima per il benessere mentale, fisico e spirituale delle persone”, dichiarando lo yoga Patrimonio orale e immateriale dell’umanità.

 

“Lo yoga è un dono inestimabile della nostra antica tradizione. Lo yoga incarna l’unità di mente e corpo, pensiero e azione, un approccio olistico prezioso per la nostra salute e il nostro benessere. Lo yoga non riguarda solo l’esercizio, ma è un modo per scoprire il senso di unità con te stesso, il mondo e la natura”. 

 

Era il 2014, quando con queste parole il primo ministro dell’India, Narendra Modi, propose alle Nazioni Unite di dedicare una giornata internazionale dello yoga.  Riconoscendone il fascino universale e l’importante contributo per migliorare il benessere psichico, fisico e spirituale, l’11 dicembre del 2014, l’ONU ha proclamato il 21 giugno, la Giornata Internazionale dello Yoga. Una data importante che coincide con il solstizio d’estate, il giorno più lungo dell’anno, quando il sole raggiunge il suo punto più alto, momento perfetto per purificare l’anima, la mente e il corpo, grazie al picco massimo di luce sul nostro pianeta. Il solstizio d’estate, che segna la connessione e la sintonia con le energie cosmiche che vengono attivate nella loro massima intensità dal sole che in questo passaggio dalla primavera all’estate, rimane per tre giorni in cima al cielo per prepararsi al nuovo ciclo.

 

 Anche quest’anno, la Giornata Internazionale dello yoga ha mantenuto il tema “Yoga for Humanity” che ha visto migliaia di persone, forse milioni, praticare insieme, promuovendo i valori umani, che di base sono il segno distintivo della pratica dello yoga, la conoscenza personale, l’accettazione di sé, una vita sostenibile e, in definitiva, uno stato di equilibrio e purezza, sia interno che esterno.  Così come tutto il mondo, anche la Sicilia ha celebrato questa pratica ancestrale nelle piazze e nei giardini pubblici, nelle spiagge e nelle campagne, nei centri e nelle accademie, luoghi che per l’occasione sono diventati Zen.  

 

Sotto il patrocinio dell’ambasciata indiana, a Milano, in Argentina e a Palermo, tutti i Centri di Cultura Rishi hanno aperto le porte per la Giornata Internazionale dello Yoga. Noi siamo stati al Centro di Cultura Rishi, al numero 19, di via Bono a Palermo, dove hanno proposto una sequenza di posture dettate dal Common Yoga Protocol, preparato direttamente da una commissione di esperti in India. Il Centro di Cultura Rishi, è una delle scuole più antiche di pratica olistica, oggi riconsciuto a livello internazionale, fondato nei primi anni ’80 dal maestro argentino, Yogiraj Aruna Nath Giri, che della Sicilia ne aveva fatto la sua terra, convinto di avere vissuto a Palermo una sua precedente vita.   A lui si deve l’introduzione dello Yoga Rishi, grazie alla sua formazione e alle sue tecniche che si erano sviluppate in India, sotto la guida del Maestro Yogarishi Swami Gitananda Giri. Al Centro di Cultura Rischi tutto ricorda il Maestro, morto due anni fa in Argentina, lasciando un vuoto incolmabile, ma la sua presenza tangibile.

 

Rigorosamente a piedi nudi, quasi come un percorso spirituale, si accede agli spazi pensati per ogni esigenza interiore e per la condivisione dell’unità e dell’unicità, i colori sono quelli della natura, le luci tenui e la cultura yoga scritta e trascritta sui testi millenari, sono conservati in una libreria realizzata in un soppalco, protagonista assoluta di questo piccolo cosmo, dove il tempo trascorso arricchisce un sapere che non si sazia mai.  Come un vortice,  l’energia ti avvolge regalando il senso dell’armonia globale.

 

Ad accoglierci, i padroni di casa del Centro di Cultura Rishi, Matilde Argento, lunghi capelli neri raccolti in una treccia, sorridente, con una evidente carica di energia contagiosa e una flessibilità del corpo che incanta.  Seguace del maestro Yogiraj Aruna Nath Giri, Matilde ha trascorso parte della sua vita in India, dove, grazie al maestro Aruna, ha vissuto appieno il senso sanscrito della parola yoga, tempo che le ha  consentito di raggiungere quel livello di beatitudine, che le ha donato una nuova identita spirituale e nuovo  nome che ricorda la divinità indiana, la dea della Conoscenza: “Uma Devi”, che tradotto significa, madre divina.

A fare gli onori di casa, anche Dino Coglitore, barba bianca, voce soave e una preparazione yogica preziosa di contenuti, impegnato a trasmettere il suo interesse e il suo amore per questa antica scienza che è lo yoga.

 

Precisa subito di non essere un maestro ma un istruttore, il maestro è uno, Yogiraj Aruna Nath Giri, che gli ha trasmesso la sua sapienza, aprendolo al nuovo mondo in cui le apparenze non contano, e dove ciò che è veramente importante è diventare una persona migliore per agire e relazionarsi con il mondo che ci circonda con i principi dettati dallo yoga, che come lui stesso dice: “Lo yoga non serve a stare bene, è un effetto collaterale della pratica”. 

 

Dino, cammina lungo il sentiero della spiritualità da così tanti anni, che la memoria fatica a trovare l’inizio di quel percorso di vita che l’ha portato oggi ad essere una guida  verso la padronanza della propria mente, del Sé e del reale.

 

Matilde e Dino, hanno l’ardua responsabilità, attraverso l’insegnamento della pratica yoga, della meditazione e della scoperta dei chakra, dalla forma di un fiore di loto, con mille petali in cui sono inscritte le cinquanta lettere dell’alfabeto sanscrito, ripetute venti volte, di accompagnare alla consapevolezza dell’unione dei tre mondi: fisco, emozionale e mentale, che contraddistinguono l’essere umano. Spiegano il senso dello yoga, di questa antica autodisciplina che si basa sul concetto di prana o energia universale, che nel nostro corpo costituisce la forza vitale e la rete interna che unisce e distribuisce il prana in tutto il corpo.

 

Una materia vasta e di difficile comprensione che chiede un cammino che prevede otto stadi: Yama, la  morale, Niyama, comportamenti etici, Asana, le posture necessarie per rafforzare il corpo, Pranayama, la respirazione, Pratyahara, contrllo dei sensi, Dharana, concentrazione, Dyhana, meditazione, Samadhi, beatitudine. Otto parti da sviluppare, come sottolineano Matilde e Dino,  e che si completano a vicenda, otto passi che ti invitano ad avere una pratica yoga integrale e lo sviluppo umano. Il percorso è lungo, e solo quando la mente e il corpo sono pronti per passare al livello successivo, allora accade. Una evoluzione che ha bisogno di tempo, disciplina e  pratica, non è uno sport, lo yoga è uno stile di vita  che porta a cambiamenti e miglioramenti della nostra esistenza, ci aiuta a guardarci dentro, nel nostro specchio dove si riflette cosa non funziona in noi, una guida al cambio, alla conoscenza e alla comprensione, per porre fine al caos.

 

Lo yoga è davvero “il dono dell’India al mondo”, come lo chiama il primo ministro, Narendra Modi?

 

La globalizzazione e la diffusione in Occidente dello yoga, ha dissacrato la sua essenza religiosa nelle mani del mercato e sotto il prisma dello spirito capitalista che lo posiziona come un bene di consumo pubblicizzato e adattato sia ai diversi contesti culturari, che all’era postmoderna in cui viviamo.  Ricordiamo come un mantra che “Lo yoga è unità, identità, omogeneità, unicità e similarità con Dio”, così come diceva il maestro indiano,  Swami Sivananda Saraswati.

 

Buona pratica e namastè

 

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