Un Uomo Cortese

Lorenzo Matassa

Renato Cortese ha ricevuto la cittadinanza onoraria dal sindaco di Palermo Roberto Lagalla nell’aula consiliare di Palazzo delle Aquile. Ad attendere fuori il noto questore una affettuosa folla di cittadini di tutte le età e colori politici

Illustrazione di Stefano Lo Voi

Chissà quanti altri, prima di me, hanno associato il suo cognome alla sua anima gentile e garbata.

Non erano gli antichi Romani che, in sole due parole, Nomen Omen, riassumevano l’idea che il nome di un uomo battezzasse il suo destino?

Così è stato per Renato Cortese e il suo destino quello di incontrare Palermo nel momento più infelicemente sanguinario della sua storia. Il 1992.

Da investigatore sagace, si rimboccò le maniche e – uno dopo l’altro – catturò una buona quantità di feroci “mammasantissima”.

Tra questi “Iddu”, l’imprendibile.

Ma ogni operazione di polizia, ogni più difficile cattura, aveva il sigillo della sua serena e sorridente aria Cortese – forse sorniona, ma mai arrogante – tanto amata dai panormiti (che gli sbirri mai hanno amato…).

Poi lasciò la città delle panelle e dei crocchè per andare nella capitale del mondo dove ogni cosa riesce a essere crudelmente venale.

Non è questa una mia idea, ma una verità tramandataci dallo storico Sallustio “omnia Romae venalia sunt”, che descrisse come i destini degli uomini cortesi venivano stritolati dalla ferocia della politica.

 

In quel tempo come adesso.

 

L’Uomo Cortese fu bruciato, perchè è assai difficile che un’anima pura non arda nel fuoco dell’inganno da altri orchestrato.

Sono gli autodafè che Roma ben conosce e che ritornano, spesso, ad ardere non solo a Campo de Fiori.

 

La storia, però, è a lieto fine.

In silenzio l’uomo affronta a viso aperto anche questo avverso destino. E vince.

Giustizia trionfa e le ustioni del suo corpo diventano tracce indelebili dell’eroismo fatto di attesa e fede.

 

Così ritorna a Palermo che gli dona la cittadinanza per Onore.

Il Sindaco, la fanfara, la folla.

Una processione riconoscente davanti all’arco normanno dello Stupor Mundi.

 

E in effetti un po’ di stupore questo mondo deve farlo a chi – come lui – da Uomo Cortese sa che solo la follia umana e la politica possono, in un solo attimo, proiettarti dal cielo alla polvere e viceversa…

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