Salvo Terruso il Pastaio Matto

Clara Minissale

Oggi ve lo presentiamo e dalla prossima domenica troverete sul nostro magazine le sue ricette di piatti della tradizione con una storia da raccontare…

Una passione per la buona cucina ereditata dalla famiglia materna, l’infanzia trascorsa a osservare nonna Nina mentre preparava la pasta fresca e ore e ore passate ad ascoltare storie e racconti che si snodavano tra i tavoli della taverna di Nonnu Pippino a Monreale. L’amore di Salvo Terruso per la pasta ha radici solide e antiche che, negli anni della pandemia e del lockdown, hanno preso corpo trasformandosi in un lavoro come cuoco a domicilio e trovando dimora in una pagina Instagram da 69 mila followers.

 

È così che è nato il suo “Pastaio matto”, “un personaggio siciliano – spiega Terruso – legato alla pasta e al racconto di aneddoti di vita dei miei nonni: Pippino era carrettiere durante la guerra e mia nonna Nina era bravissima in cucina. È a lei che devo il soprannome di pastaio matto, perché da bambino la affiancavo quando preparava la pasta, facendo sempre le forme più strane”.

Cinquantotto anni, una professione come visual designer e poi quello che a tutti gli effetti, ormai, è diventato un secondo lavoro: “La passione per la pasta mi ha portato a mettere insieme oltre 650 ricette diverse e da quando ho aperto la pagina Instagram, arrivano anche proposte di collaborazione e richieste da varie aziende”, dice. Salvo Terruso ha imparato presto il linguaggio di Instagram e le sue storie, i suoi video e la sua verve hanno cominciato a macinare seguaci appassionati tanto dei piatti quanto delle storie di vita vissuta che racconta.

 

Le sue sono perlopiù ricette tradizionali, nelle quali, però non manca il personalissimo tocco creativo e poi c’è largo spazio per le ricette dei suoi nonni, piatti che Nina e Pippino proponevano ai loro avventori: dalla carrettiera maritata con melanzane, alla vongolata ubriaca che nonno Pippino innaffiava con il vino spillato direttamente dalla botte.

 

“Il mio sogno? Che ci sia a Palermo un Pastaio matto – dice Terruso – ma anche ridare vita all’osteria dei miei nonni a Monreale dove far rivivere i sapori di un tempo”. E intanto accarezza l’idea di mettere nero su bianco questi racconti di vita, trasformandoli in un libro di aneddoti e ricordi.   

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