MetAgricoltura a Palazzo Valguarnera

Roberta Puglisi

Nel settecentesco palazzo di Palermo si è svolta la prima edizione di MetAgricoltura, un itineriario che pone al centro l’uomo attraverso uno dei suoi più antichi segni: il lavoro della terra

Fichidindia e cipolle, lenticchie e cereali, grani antichi, uva e vino, caciotte, ortaggi, caffe e frutti tropicali, pomodori seccagni e olive. Sono le opere imperdibili dei grandi agricoltori e produttori siciliani, affascinante espressione artistica del gusto, olfatto, colore e consistenza, in mostra, nei giorni scorsi,  nel settecentesco Palazzo Valguarnera, a Palermo, nella prima edizione di Metagricoltura, un itineriario inserito nella personale “Visione Segno” dell’artista contemporaneo Marco Papa, una narrazione dell’agricoltura come forma d’arte, un racconto di un paesaggio disegnato generazione dopo generazione dal lavoro dei coltivatori, centrali e indispensabili per la  terra siciliana.


Sostenuto dall’Assessorato Regionale all’Agricoltura, Metagricoltura è un progetto con una visione antropocentrica, una visione umanistica che mette al centro l’uomo che vive l’agricoltura come stile di vita, patrimonio, identità culturale, patto ancestrale con la natura, simbolo dell’ingegno umano che custodisce una cultura antica creata dal rapporto simbiotico e continuo tra tavola e territorio.


“Gli uomini che lavorano la terra determinano il paesaggio – spiega il curatore dell’evento, Giovanni Callea –  gli alimenti che producono determinano l’uomo, il suo corpo, i suoi piaceri, i suoi spazi sociali. Metagricoltura è un itinerario che pone al centro l’uomo, le sue emozioni e la sua creazione attraverso uno dei suoi più antichi segni: il lavoro della terra”.

Metagricoltura è stato un percorso  sensoriale, un viaggio nell’entroterra con i suoi tipici e distintivi paesaggi agrari che vivono processi di trasformazione e ricerca di identità, guidato da dodici agricoltori che hanno parlato di conservazione dell’ambiente e di risorse naturali, della loro gestione agricola sostenibile per  la produzione alimentare grazie anche al recupero di quella saggezza che nutre la Sicilia, la più grande isola del Mediterraneo con la sua diversità di colture estese e intensive, luoghi  che appaiono come una tavolozza di colori  voluti, dove i vigneti sovrastano il mare con le uve dai chicchi turgidi che restituiscono vini profumati e pregiati, i fichi d’India, segni distintivi dell’isola selvaggia, regalano delizie dai sapori intensi, i pomodori danno grandi gioie e il latte diventa formaggio dal gusto irresistibile della tradizione. Prodotti di artigianato alimentare di altissima qualità che sfidano la globalizzazione, eccellenze di nicchia che determinano un prezzo di qualità, equiparati al valore dell’arte e dei beni immateriali.

 

Storie di uomini, di imprenditori che amano la terra, che la lavorano, modellano e  plasmano donando alla vista policromie di marrone, verde, giallo, rosso, dipinegendola con i suoi frutti che arricchiscono e alimentano. Una grande risorsa e bellezza ambientale che senza le mani dei coltivatori  avrebbe un riflesso in bianco e nero.  E incece la storia dei dodici agricoltori al centro di Metagricoltura, illustrano  colore e sapore, stile, freschezza, cura e bontà.

 

Aurelio Alfano con la sua azienda di Bisacquino, è stata al centro di Metagricoltura con la sua storia  innovativa, che racconta di una deliziosa produzione di cipolle dal gusto inconfondibile e di marmellate ai fiori di fichi d’ India, particolarmente ricercati dalle erboristerie, frutti dei terreni provenienti dai suoi nonni dove dodici anni fa ha impiantato il primo ficodindieto. Santo e Mario Bono, hanno accompagnato i curiosi di Metagricoltura nel mondo delle lenticchie e cereali, attravero un percorso narrativo della produzione biologica della loro azienda di Camporeale, piccolo centro agricolo che confina con Agrigento. Un vero e proprio distretto agricolo dal grano agli ulivi, dai formaggi agli ortaggi che prende forma nel pane e nella scaccia condita con prodotti a filiera corta è il cuore dell’azienda di Enzo Covato nella sua Modica, una città preziosa incastonata tra le rocce iblee.

 

Una prospettiva di innovazione nella quale la scienza serve la tradizione si concretizza nella lavorazione dell’uva dell’azienda vitivinicola di Sebastiano Di Bella, unica realtà siciliana tra la Valle dello Jato e Noto ad ospitare permanentemente un laboratorio dell’Università. La degustazione dei suoi vini a Metagricoltura ha evidenziato lo stretto rapporto tra il territorio e il nettare di Bacco.

 

Rilancio, coraggio e passione sono i dati distintivi dei fratelli Cottonaro, titolari del caseificio Raja di Enna che hanno puntato sulla sperimentazione che ha visto crescere la loro azienda giorno dopo giorno diventando i primi produttori del piacentinu ennese DOP e della burrrata allo yogurt, fiore all’occhiello di una  lavorazione del latte di pecore che pascolano allo stato brado nella Valle del Belice.

 

Complimenti alle eccelenze dell’azienda agricola zootecnica “Le vacche rosse” di Liborio Mangiapane che con dedizione alleva una delle più antiche razze siciliane di vacche rosse modicane che ha reso il suo caseificio di Cammarata presidio slow food.

Metagricoltura è stato un momento di promozione del Castello di Calatamauro, una fortezza federiciana di Contessa Entellina, un comune al centro della Sicilia Occidentale, ritornato a vivere grazie a Nino Montalbano e Anna Fucarino, anime del progetto Vivere Slow, una associazione che si occupa di riscoprire i territori dimenticati  e che ha  valorizzato la cultura millenaria di convivenza dell’uomo con l’asino.

 

Inedita la storia di Giuseppe Salvatore Montalbano e di sua moglie Maria Montana, due professori in pensione che hanno deciso di ritornare al valore dell’orto, avviando un’azienda a Sambuca di Sicilia a conduzione familiare che si occupa della trasformazione e conservazione di prodotti agricoli con la missione della ricerca dell’eccelenza qualitativa delle loro salse, pesti, confetture, zuppe e conserve.

Dolce, delicato e molto gustoso, il Ragusano Dop dell’azienda di Giuseppe Occhipinti a Ragusa, ha incantato i visitatori di Metagricoltura, un formaggio prodotto solo con latte proveniente dai pascoli verdi, unica azienda in Sicilia ad avere avviato un impianto di produzione di biogas interamente autofinanziato, ma l’attrazione di questa prima edizione dedicata agli agricoltori, è stata la narrazione della produzione del caffè e dei frutti tropicali. A Terrasini, Rosolino Palazzolo ha trasformato le serre nate per il pomodoro,  in una vera e propria foresta tropicale dove regnano papaia, banane, mango, avocado e soprattutto dove si produce il primo caffè biologico italiano, simbolo di  una scommessa vinta dopo anni di ricerca.

 

Il re degli ortaggi, il pomodoro che innamorò il Re Sole, è il diamante dell’azienda Bedda Sicilia di Giuseppe Scarpinato che nella sua azienda di Giuliana lo trasforma e commercializza declinandolo in tutte le sue forme e sapori, celebre la sua gustossima salsa di pomodoro siccagno e da non dimenticare le olive Giarraffa trasformate in patè.  L’itinerario di Metagricoltura, una mostra unica e originale, si è conclusa con la storia del più grande presidio di vacca rossa modicana e di orticoltura, “La collina bio” di Giuseppe Ferrante. Situata a Carlentini l’azienda per preservare la freschezza dei prodotti e la loro origine, ha integrato il sistema blockchain, una catena di informazioni che segue i prodotti dal seme a quando arrivano sulle nostre tavole per sollazzare i palati dei consumatori con gusto e trasparenza.

 

Solo col lavoro agricolo può aversi una vita razionale, morale. L’agricoltura indica cos’è più e cos’è meno necessario. Essa guida razionalmente la vita. Bisogna toccare la terra.

Lev Tolstoj

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