Rosso Pomodoro

Clara Minissale

L’autentico Pomodoro di Pachino Igp (Indicazione geografica protetta) è tutelato da un apposito marchio distintivo per difendere il frutto dagli innumerevoli tentativi di contraffazione

Rosso, dolce, dal gusto intenso. Il Pomodoro di Pachino Igp è una delle eccellenze che la terra di Sicilia produce. Bontà e notorietà di questo frutto vanno di pari passo tanto da spingere la maggior parte dei consumatori a cercare sul mercato pomodorini dolci e saporiti chiamandoli semplicemente “Pachino” e venditori senza scrupoli a spacciare per “Pachino” qualsiasi pomodorino.

 

Invece sotto il marchio Igp sono custodite ben tre varietà, ciliegino, tondo liscio e costoluto, che si riconoscono al palato per il sapore intenso, per la consistenza fragrante e per la capacità di arricchire ogni piatto con note di sapore inconfondibili.

 

La zona di coltivazione è nella provincia di Siracusa, nella estrema punta meridionale della Sicilia orientale, in un’area agricola che in epoche passate si è distinta per la produzione di uve da vino di grande qualità. Qui sono terreno, luce, temperature e qualità delle acque di irrigazione che fanno la differenza, permettendo alle piante di dare frutti resistenti, profumati e con una elevata quantità di antiossidanti.

 

Proprio lo stretto legame tra le caratteristiche di questo pomodoro e le peculiarità del territorio di provenienza hanno permesso di istituire il riconoscimento di qualità Igp, Indicazione Geografica Protetta. L’autentico pomodoro di Pachino è tutelato da un apposito marchio distintivo che il Consorzio applica sulla base di un preciso disciplinare di produzione, che mira anche a difendere il frutto dagli innumerevoli tentativi di contraffazione.

 

Questo Consorzio, nei giorni scorsi, ha festeggiato i vent’anni di attività istituendo il Pachino Day, una serie di appuntamenti pensati per celebrare l’oro rosso siciliano, con focus sul basso impatto ambientale delle produzioni siciliane e sulle opportunità di un brand che  potrebbe essere tesoro non solo per l’agricoltura ma per la Sicilia intera.

 

Tra gli spunti emersi, infatti, c’è la consapevolezza che, in tempi di rincari, un territorio come quello di Pachino si può proporre in maniera competitiva, avendo l’opportunità di limitare i costi relativi ai riscaldamenti delle serre dove viene coltivato il suo pomodoro, grazie all’unicità di un territorio costantemente baciato dal sole.

 

Un recente rapporto dell’Enea stima infatti che “la radiazione totale al suolo”, calcolata elaborando le immagini del satellite Meteosat per 1.614 comuni italiani, collochi Pachino come il comune più assolato d’Italia.

 

“L’unicità del pomodoro di Pachino è dovuta al suo territorio di produzione che, grazie alla vicinanza con il mare, non solo lo caratterizza come maggiormente sapido, particolarmente ricco di sali minerali e povero di metalli pensanti, ma ne consente anche la coltivazione con una temperatura unica al mondo – ha spiegato il Presidente Sebastiano Fortunato -. I rincari del gas che stanno penalizzando le produzioni europee hanno un minore impatto sul nostro territorio che ha un’irradiazione solare tra le più alte d’Europa, per questo dobbiamo lavorare sempre più sul valore intrinseco del pomodoro di Pachino Igp, così come fare squadra per tutelare i prodotti ortofrutticoli di qualità come il nostro e chi li produce”. 

 

Secondo i dati forniti dal Consorzio, a oggi, le aziende certificate Igp contano 104 produttori e 28 confezionatori. Quando il Consorzio ha iniziato le attività, nel 2002, i soci erano 9. Negli anni si è passati dai 600 mila chili commercializzati nel 2007 agli 8 milioni e mezzo dello scorso anno.

 

 

 

 

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