La Sicilia ad ANUGA 2023 per competere nel mondo

Si è conclusa oggi ANUGA la più importante fiera dell’agroalimentare al mondo. Questa edizione fa seguito a quella in tono dimesso del 2021 (anuga è biennale).

Questa edizione doveva essere ed è stata l’edizione della ripresa. I numeri sono impressionanti quasi 8000 espositori provenienti da 200 paesi su una superficie occupata di 185.000 metri quadrati e poco meno di 170.000 visitatori. Il numero di visitatori fa particolare impressione se si pensa che si tratta quasi esclusivamente di operatori del settore.

Un ruolo importante lo ha avuto come sempre l’Italia che storicamente occupa il padiglione 11.2. La presenza italiana è curata da ICE Italian Trade Agency

L’Italia è infatti uno dei paesi più rappresentati ed occupa la bellezza di 23.000 metri quadrati di superficie. Una presenza di grande impatto, estremamente apprezzata dagli espositori, nella quale l’immagine Italiana è uscita decisamente bene.

La scelta di mantenere fissa la posizione negli anni e la disposizione democratica degli spazi, sono tra gli elementi ritenuti di successo dagli espositori che abbiamo ascoltato.

Abbiamo sentito il nuovo direttore generale Lorenzo Galanti, che ha sottolineato l’intenzione di sostenere e supportare proprio le piccole e medie imprese, anche con attività che partano dall’Italia e siano preparatorie.

La Sicilia è stata presente in quattro aree distribuite tra il padiglione 11.2 quello dell’Italia per intenderci ed il padiglione 7.1. Le presenza siciliane autonome erano comunque molte nei vari padiglioni di comparto. Citiamo la SIFOR nella sezione formaggi e I Macellotti in quella salumi.

Dall’area siciliana è passato il ministro. Che ha incontrato tra gli altri una delegazione di produttori associati ad IoComproSiciliano (presenti tra gli altri Sicily Food Belice Valley, Terre Scure, Pastificio Buffa, Luscioux ecc.). Il ministro Francesco Lollobrigida sta perseguendo l’obiettivo del riconoscimento della cucina Italiana quale patrimonio UNESCO. Un riconoscimento che viene dato un po’ da tutti per scontato. Proprio per questo ci ha spiegato che nella strategia ministeriale i due anni necessari per promuovere questa candidatura possono e devono diventare una grande occasione di promozione del Made in Italy. Nel corso dell’incontro ha anche anticipato a breve, ma non ha voluto dare dettagli, una sorpresa speciale per la Sicilia.

In generale gli espositori siciliani sono soddisfatti, l’idea del lavoro di gruppo prende sempre più piede ed essere sotto il cappello Sicilia è considerato un grande vantaggio strategico. Anche in questa occasione abbiamo registrato il grande interesse internazionale per il Made in Sicily.

Registriamo che la distribuzione frammentaria in 4 sotto aree degli espositori siciliani riduce l’impatto complessivo della nutritissima delegazione, che consta di moltissime giovani aziende.

Purtroppo, spiegano gli organizzatori, le aree andrebbero bloccate già da adesso per l’edizione del 2025. Mentre la struttura dei bilanci pubblici regionali non lo consente.

Le aziende sono comunque più che soddisfatte, in particolare gli espositori del padiglione 7.1. curato dall’Assessorato Attività Produttive, in quanto la posizione particolarmente centrale e di passaggio ha favorito molti incontri non programmati.

In ogni caso il successo di questa edizione conferma che questo è uno di quegli appuntamenti a cui non puoi mancare se sei un operatore del comparto agroalimentare e intendi sviluppare il mercato all’estero.

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