Good Clothes, Fair Pay per combattere il lato oscuro della moda

Francesca Rizzi

MadeinSicily promuove la moda sostenibile attraverso la campagna Good Clothes, Fair Pay, per richiedere la due diligence sul salario dignitoso per le persone che producono i nostri vestiti. Occorrono un milione di firme

MadeinSicily si schiera a favore di una moda più sostenibile.

Contestualmente alla chiusura della Milano Fashion Week, MadeinSicily afferma la sua volontà di supportare l’iniziativa Good Clothes, Fair Pay una campagna che chiede una legislazione sul salario di sussistenza nel settore dell’abbigliamento, tessile e calzaturiero. A tal fine si sta cercando, per la concretizzazione del progetto, di raccogliere, a livello dei cittadini dell’EU, un milione di firme per spingere verso una legislazione che richieda alle aziende di condurre la due diligence sul salario di sussistenza nelle loro catene di approvvigionamento. Inoltre tutti i brand che vendono in Europa dovranno dimostrare attraverso due diligence che è stato pagato il salario dignitoso nella catena di produzione del marchio.

 

Analizziamo il settore della moda, partendo dalla sua immagine per arrivare al suo vero “cuore”.

 

La moda è qualcosa che ci affascina, ci inebria con la sua creatività, facendoci sognare.

Quello che ci viene presentato è il risultato di un processo lungo, che vede l’interazione tra differenti operatori con ruoli e posizioni differenti.

Tanti sono gli attori che ruotano attorno a questo mondo lucente e ammaliante, così come le condizioni in cui vivono.

Ci siamo mai chiesti davvero cosa o meglio chi ci sia “dietro” un prodotto moda? La risposta sembra ovvia, il brand, ma non è così.

 

Alla base ci sono i lavoratori, le persone che, ogni giorno, si impegnano attivamente nella realizzazione di ogni singolo capo. La condizione in cui vivono e lavorano queste persone non è però la medesima.

Uno dei maggiori problemi che attanaglia il settore moda riguarda appunto le situazioni di lavoro a dir poco inaccettabili in cui molti di questi operano. Nei paesi dove i grandi brand delocalizzano la maggior parte della loro produzione come Bangladesh e Cina, Sud-est asiatico ed Europa Orientale ci sono migliaia di operai che lavorano in grandi fabbriche produttive per salari non equi e in condizioni ai limiti dell’accettabilità e del rispetto dell’essere umano.

 

Sempre di più si parla di moda sostenibile. Ma il nostro sistema moda è davvero sostenibile? Questa è una domanda che dovremmo porci anche quando scegliamo un capo con l’etichetta 100% naturale o 100% riciclato. Purtoppo siamo portarti a fermarci all’apparenza e non abbiamo un approccio introspettivo che ci porti a chiederci che cosa ci sia davvero dietro un prodotto e chi l’abbia realizzato.

 

Alla base del capo, come sopra anticipato, ci sono delle persone che, molte volte, si trovano a lavorare in condizioni non eque dal punto di vista salariale, ma soprattutto ai limiti del rispetto della dignità umana. Come evidenziato dalla Global Fashion Agenda il settore della moda si contraddistingue per un mercato del lavoro dove i lavoratori non agiscono sempre in condizioni di sicurezza e operano per una quantità smisurata di ore non proporzionali rispetto al salario che recepiscono.

 

Nonostante si sta lavorando per accrescere l’affermazione di ambienti di lavoro sicuri, emerge che, sebbene i significativi miglioramenti, vigano violazioni dei diritti umani, orari di lavoro eccessivi oltre che condizioni non sicure per la salute.

 

Si ravvisa la necessità di implementare pratiche di acquisto responsabile, di favorire una maggiore trasparenza delle condizioni di lavoro, d’incentivare la promozione dell’uguaglianza e dell’empowerment, di portare miglioramento delle condizioni di lavoro col fine di concretizzare lo sviluppo di una migliore protezione sociale.

 

Questa si connota come una sfida per il settore della moda, ma anche come una grandissima opportunità in quanto i marchi della moda, insieme ai loro partner, potrebbero trainare un processo di sviluppo sociale ed economico positivo per le persone che operano nel settore delineando un nuovo modello che pone l’uomo e i suoi diritti al centro.

 

In tale frangente si delineano una serie di iniziative – come Good Clothes, Fair Pay – atte a sensibilizzare le persone e a creare le basi per un modello più sostenibile a livello etico e sociale.

 

È quindi possibile affermare che oggi il settore moda si sta muovendo, verso un modello che sia sempre più sostenibile, inclusivo, resiliente, più favorevole ai lavoratori, ma lo sta facendo con un impegno ancora inadeguato.

Ti invitiamo a dare il tuo sostegno 

 

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