“VICE VERSA”

di Redazione

Il progetto artistico unisce ricerca video-sonora e azione performativa, per un incontro fra arti contemporanee, beni culturali, etica del lavoro e spazi industriali.

Negli spazi del Parabolide di Casale Monferrato, simbolo della storia del cemento italiano, sarà inaugurato in anteprima il prossimo 20 maggio, “VICE VERSĀ” un progetto artistico che vede la collaborazione di due talenti siciliani, il filmmaker e musicista Pietro Leone e la curatrice e critica d’arte Helga Marsala, insieme all’artista calabrese di nascita ma romano d’adozione, Alfredo Pirri.

Il progetto nasce nella primavera del 2021 dall’installazione “PASSI” di Alfredo Pirri al Castello Maniace di Siracusa, curata da Helga Marsala e prodotta da ADITUS per la Soprintendenza di Siracusa. L’idea era quella del doppio e del riflesso, sviluppatosi nel dialogo tra l’imponente architettura medievale e la cementeria Buzzi Unicem della vicina Augusta. Due architetture che rappresentavano un’ulteriore occasione di riflessione sul rapporto tra società e artisti-intellettuali, tra sistema culturale e mondo del lavoro, tra storia come pensiero critico e storia come azione.

Dalla Sicilia al Piemonte, un lungo percorso di confronto, di scambi, di rifrangenze. Quest’occasione sarà il primo esempio di rivitalizzazione del Paraboloide, ex deposito per lo stoccaggio del clinker, architettura industriale degli anni ’30, abbandonata da decenni, oggi al centro di un percorso di restauro e riqualificazione che la trasformerà in una struttura polifunzionale e in un centro culturale. L’edificio, con la sua bellezza sospesa, metafisica, incarna spirito ed estetica del progetto “VICE VERSĀ”, rievocando gli storici siti industriali italiani e i processi di lavorazione del cemento, proprio a due passi dal quartier generale Buzzi Unicem.

 

I suoni e le immagini registrati durante la performance, tra il Castello Maniace e il paesaggio intorno, hanno trovato una corrispondenza con rumori e scorci dello stabilimento, tra macchinari, motori, sirene, mezzi di locomozione, fino alle volate nella cava limitrofa. Da questo percorso collettivo di azione, ascolto, campionamento, ripresa e montaggio, che ha unito contesti storico-artistici ed estetica industriale, sono nati due lavori: un disco in edizione limitata, che porta la firma di Pietro Leone e Dario Frasca: composto da 8 tracce e inciso su un doppio CD, una sperimentazione contemporanea sulla musica concreta, suoni ambientali, elaborati digitalmente; e una video installazione su doppio canale di Pietro Leone, pensata con Helga Marsala: su due grandi schermi affiancati scorrono e si incrociano scene, volti, gesti raccolti tra il Castello e la fabbrica, grazie a una regia orientata alla documentazione e all’ascolto puro, ma anche a una volontà di lettura critica e di interazione con i luoghi e le persone coinvolte.   

Il Parabolide di Casale Monferrato, ex deposito per lo stoccaggio del clinker viene considerato “una significativa testimonianza di archeologia industriale in cemento armato degli anni ‘30 del XX secolo, esempio caratteristico per la tipologia costruttiva, le tecniche ed i materiali adoperati”. Pensare a questo luogo come teatro d’eccezione per il lancio di un progetto che ha il suo focus sulla sperimentazione artistica, oltre che sul rapporto tra arte e mondo del lavoro, è un modo per inaugurarne simbolicamente il nuovo corso, nel segno dell’identità territoriale, della cultura e del rapporto forte con il mondo dell’impresa.

Il progetto “Rigenerazione urbana. Restauro e riuso del Paraboloide”, elaborato su iniziativa del Comune di Casale Monferrato e dell’Associazione Il Cemento, si propone la riqualificazione dell’edificio e degli spazi intorno, garantendo, tramite l’intervento di restauro e riuso del manufatto, la conservazione delle tracce del patrimonio cementiero e, attraverso il ridisegno dello spazio pubblico, l’innesco di un processo di rigenerazione che rinnovi il tessuto urbano e sociale del quartiere e della città. Prima che cambi volto, a seguito degli interventi di restauro, si intende con questo evento celebrarne la bellezza attuale, carica di memoria e di immagini che uniscono l’estetica della rovina contemporanea e la potenza dei processi di innovazione industriale e architettonica propri della prima metà del XX secolo.

 

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