“Maestrale” il corto di Nico Bonomolo vince il David di Donatello

Giovanna Cirino

Il regista-pittore palermitano si aggiudica la statuetta nella categoria miglior cortometraggio, un’opera prodotta da Salvo Ficarra, Valentino Picone e Attilio De Razza

Emozionato e orgoglioso per aver vinto il David di Donatello, il regista quarantottenne Nico Bonomolo si dichiara soddisfatto dell’importante riconoscimento ricevuto a Cinecittà: “È il giorno più bello della mia vita, sono felice, ho realizzato un sogno. Una serata che ricorderò per sempre e che dedico alla mia famiglia, alla mia compagna Angelina Castiglia e a tutti gli amici che hanno creduto in me”, ha commentato a caldo.

 

Dopo essersi laureato in giurisprudenza Bonomolo si è dedicato con passione alla grafica, all’illustrazione e alla pittura – le sue opere sono esposte al Museo RISO di Palermo e al Museo Guttuso di Bagheria – per passare poi, sempre da autodidatta, al cinema di animazione, dove in poco tempo diventa un autore molto apprezzato dal pubblico e dalla critica. Percorsi artistici attraversati con curiosità, umiltà e testardaggine, che lo hanno portato nel 2017, con il corto “Confino”, a vincere il Giffoni Film Festival, unica opera italiana a essersi qualificata per le nomination ai premi Oscar dell’anno seguente.

 

“Maestrale è un film che parla del bisogno di vita nuova e lo fa attraverso una narrazione in cui il disegno, spesso rarefatto e in bianco e nero, concorre, insieme a una dimensione temporale sospesa, a delineare una dimensione onirica che apre la rotta a differenti e personalissime interpretazioni”, spiega il regista. 

 

Prodotto dalla Tramp Limited di Ficarra e Picone, “Maestrale” è un cortometraggio animato con giochi di chiaroscuro che racconta in modo intimo il viaggio in barca a vela di un uomo, un sognatore che ama i ricordi, alla ricerca di se stesso. Il film non ha un preciso spazio e un preciso tempo, è una storia dove tutto ricomincia da capo. Dove non esiste il per sempre. Sorpreso dal vento freddo di maestrale che soffia nel Mediterraneo il protagonista cerca un porto sicuro. Troverà una donna e l’inizio di una nuova vita. Ma esistono i porti sicuri? Come in un disegno dell’olandese Escher, tutto ricomincia da dove sembrava finito. Forse solo sognare e ricordare è l’approdo tranquillo.

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