Lo sguardo di Javier Marìas sul mondo

Pepe Moral Jimenez

Personaggi, trame, profonde riflessioni sulla natura umana, sono solo alcuni dei motivi che hanno portato lo scrittore madrileno, recentemente scomparso, a essere considerato uno dei romanzieri europei più innovativi

illustrazione - El Pais - "La zona fantasma"

Javier Marías, uno dei massimi esponenti della letteratura universale e candidato al Nobel, filologo e autore prolifico di quasi tutti i generi letterari, dai saggi ai romanzi, attraverso racconti, articoli, narrativa per ragazzi e sceneggiature, lo vedevo spesso nel quartiere di Chamberí nel cuore di Madrid.

 

Una mattina, incrociando i suoi occhi persi tra il passato e il domani, spinto dalla mia profonda ammirazione decisi di salutarlo. Mi rispose con il suo talentuoso e poetico sguardo che se n’è andato e non tornerà mai più sulla sua Olivetti, compagna di una scrittura che ha deliziato e affascinato milioni di lettori lasciati orfani domenica scorsa, lo stesso giorno in cui El Pais ha pubblicato il suo ultimo articolo della rubrica settimanale, “La zona fantasma” dal ‘cinismo storico’.

 

Premio nacional de Narrativa nel 2012, lo rifiutò clamorosamente per la sua avversione ai riconoscimenti, viveva ossessionato dall’incipit delle sue opere, perché convinto che una volta scritto, il romanzo era già lì. Ha combattuto gli anglicismi e i luoghi comuni, ha parlato della “difficoltà della narrazione” alla cerimonia di ingresso all’Accademia delle Lingue.

 

 Coerente nel suo modo di essere e di pensare, cocktail di sincerità e ironia, geografo di parole sensibili, acute, accurate e profonde, ci lascia un’eredità essenziale per capire noi stessi.

 

Il volo di uno stormo di fogli bianchi spuntò dalla sua Olivetti mettendo le ali all’eterno viaggio attraverso “Travesía del horizonte titolo che si traduce per noi in un’indimenticabile avventura marittima dall’aria ambientale inquietante e ottocentesca, con un’insolita capacità narrativa.

 

In “Todas las almas”, il sesto romanzo, e il primo da professore di letteratura a Oxford, raccontato in prima persona, mostra le chiavi di uno stile coinvolgente e di un intreccio invisibile quando narra i suoi due anni di permanenza in America, attraverso un’attenta descrizione di circostanze, luoghi e personaggi con forza evocativa.

 

Il romanzo ben recensito “El hombre sentimental” è una storia d’amore in cui l’amore non è né visto né vissuto, ma è solo annunciato e ricordato dalle passioni vissute al limite dal cantante lirico León de Nápoles, raccontate con comicità e ironia in uno scambio di battute esilaranti con un ritmo unico.

 

 “Tu rostro mañana”, considerato un capolavoro letterario è un romanzo misterioso di agenti segreti e intrighi permanenti, che narra di un lungo viaggio attraverso la guerra civile spagnola e la Seconda guerra mondiale, raccontando magistralmente la sofferenza della vita.

 

Tra le numerose pubblicazioni è degno di nota anche “Los enamoramientos” che approfondisce l’essenziale della condizione umana, attingendo da argomenti filosofici, conversazioni reali o immaginarie e dalla letteratura classica, dando forma a un’opera d’arte caleidoscopica, da rileggere e assaporare. Opere di un ampio catalogo che mostrano un’intelligenza inusuale, che racconta cosa c’è dentro l’essere umano, aprendo porte e finestre a spazi magnetici, complessi e amorevoli, unendo vita e letteratura.

 

‘Nessuno conosce l’ordine della morte’ ha lasciato scritto prima di partire per l’universo delle parole e delle pagine bianche, che non potranno essere più scritte.

Con lui se ne va uno dei più grandi e lucidi autori del nostro tempo, che è penetrato più profondamente di chiunque altro nella natura umana.

A Javier Marías, uno de los máximos exponentes de la literatura  universal y  candidato al Nobel, filólogo y prolífico autor en casi todos los géneros literarios, desde el ensayo a la novela, pasando por  cuentos, artículos, narrativa infantil  o  guiones,   lo  veía algunos días por el barrio de Chamberí en pleno centro de Madrid.

 Una mañana  la admiración me decidió a saludarlo, y  entre el ayer y el mañana respondió su mirada, que se ha ido    para no volver   con la que escribía  en su Olivetti deleitando a millones de lectores, a los que dejó huérfanos el domingo pasado, dia de publicacion del articulo semanal ‘La zona fantasma’ desde el ‘cinismo histórico’ que acuñó, en el diario  El País.

Premio nacional de Narrativa en 2012 que como otros tantos rechazó por no  gustarle los homenajes, vivía  obsesionado con el primer párrafo del que  decía  que cuando lo tenía, ya estaba la novela. Combatía  los anglicismos y frases hechas  y sobre la ‘Dificultad de   contar’ disertó en el acto de entrada a la Academia de la Lengua.

 Indivisible en su manera de ser y pensar, cóctel de sinceridad e ironía, geógrafo de palabras sensibles, agudas, certeras y profundas ,  nos deja un legado imprescindible para entendernos a nosotros mismos.

El vuelo de una  bandada de hojas en blanco  brotó de su Olivetti   poniéndole alas al viaje eterno por la ‘Travesía del horizonte’, uno de sus    títulos,  que nos traslada  a una inolvidable aventura marítima de aire inquietante y ambiente decimonónico,  de insólita capacidad narrativa.

 En todas las almas, sexta novela  y  primera como    profesor  de literatura  en  Oxford contada en primera persona,   muestra las claves de un estilo capaz de envolverlo todo    y un   invisible  sentido para   hilvanarlo, cuando  narra  sus dos años de estancia americana describiendo  con evocadora fuerza,  personajes,   circunstancias  y lugares.    

La releída novela    ‘El hombre sentimental’, es una    historia de amor en la que el amor no se ve ni se vive y que  solo se anuncia y

recuerda,  en medio de las   pasiones llevadas hasta sus últimas consecuencias por el  cantante de ópera León de Nápoles,  contada  entre ironías, bromas y burlas   con excepcional  ritmo.

‘Tu rostro mañana’, misteriosa novela de agentes secretos e intriga permanente, es    considerada la obra cumbre del autor y cima de la literatura,  en la hace un vasto recorrido por la guerra civil española y la segunda guerra mundial, relatando  magistralmente  fantásticas y sufridas vidas.

Cerrando está reducida muestra, en   ‘Los

enamoramientos” profundiza  en lo esencial de la condición humana, recurriendo a argumentos filosóficos, conversaciones reales o imaginadas y  literatura clásica,   dando  forma a una caleidoscópica obra de arte, para releer y saborear.

Obras de  un amplio catálogo,  que  muestran   una capacidad e  inteligencia inusual  para contar lo que hay dentro de los seres humanos,  abriendo puertas y ventanas a universos magnéticos, complejos y amorosos, uniendo literatura y vida.

 

‘Nadie conoce el orden de la muerte’ dejó escrito antes de partir al universo de las palabras y páginas en blanco, que se han quedado sin escribir.

Con él se va, uno de los grandes autores lúcidos de nuestro tiempo, que penetraba como  nadie  en la honda naturaleza humana. 

 

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