Chi è Giulia Conoscenti, l’illustrator di cui sentirete parlare a lungo

Alessandra Tranchina

Intervista alla giovane e talentuosa illustratrice palermitana dai disegni vibranti che ha lavorato per Gucci, Primark, Barilla

Chi è siciliano, almeno una volta deve, e sottolineo deve, aver visto l’opera dei pupi. Rimanere incantati dai racconti leggendari di Orlando, dei paladini di Francia, ma ancora di più da quel suono antichissimo e radicato nel nostro sangue del pianoforte a cilindro e della tromba, che si incastra così bene con il cambio della scenografia sempre dipinta a mano, coloratissima, trepidante, fantastica.

 

Quando ho chiesto a Giulia Conoscenti, palermitana, illustratrice e progettista con il colore del mare negli occhi di fare due chiacchiere, alla fine delle due ore trascorse insieme mi sono chiesta: “Chissà come sarebbe un intero palchetto dell’opera dei pupi illustrato da lei, pupi e pupe inclusi”.

 

Ruggisce la vivacità artistica e identitaria di Giulia. Lei che già a trent’anni insegna in quattro classi universitarie, ha collaborato con realtà aziendali del calibro di Barilla, Gucci, Primark, Zanotta, e ha deciso di ritornare a casa, nella sua Palermo, forte del fatto che questo lavoro, quello dell’illustrare e raccontare attraverso le immagini, lo si può fare ovunque, ma con il piede un po’ fuori.

 

I lavori di Giulia sono incredibilmente materici, chiavi di evasione verso mondi assolutamente diversi tra loro: ora circensi, ora misteriosi, ora tribali, ora siciliani, ora bestiali. Una moltitudine di soggetti che fibrillano e fascinano, si magnetizzano allo sguardo con i loro colori fluorescenti ma mai esagerati. Si legge benissimo il grande studio e lavoro di ricerca che la impegna prima di ogni pennellata. E sa trasmettere tutto questo anche ai suoi giovani studenti che nella bella Ortigia, isola felice di Siracusa, porta fuori dalle aule, per disegnare e interagire con il mondo, per mettere da parte quegli schemi di “privacy” indotti attraverso l’accanimento quotidiano allo schermo del cellulare, che ingabbiano e intimoriscono il contatto dal vero, dal vivo. “Disegnate le persone” dice. “Vedrete che imparerete molto e loro vi saranno grati per avergli regalato il vostro sguardo illustrato”.

Chiedo a Giulia quanto sia difficile sopravvivere in un mondo di immagini mordi&fuggi, quanto sia problematico lavorare con pagamenti a “60 giorni” dalla consegna, ma lei è una combattente, si incazza, grida ad alta voce se c’è qualcosa di sbagliato e immorale, lo sguardo forse le diventa verde fluo proprio come la sua opera “Quarantena”, ma è giusto così, magari lo facessero tutti, la smetterebbero di svalutare questa professione che richiede l’enorme sforzo di esporsi, anche su temi complicati, con il proprio pensiero affinato e critico.

 

“Non mi ritengo un’artista, sono una progettista: dipende a chi la mia immagine è rivolta, dipende su quale supporto va stampata, dipende da tantissime cose; creo quell’immagine in base a una serie di nozioni, cambio anche tanto il modo di rappresentare le cose, in linea con ciò che penso. Se un cliente mi chiede di fare qualcosa, per esempio in vettoriale, mi dispiace, io non posso dirgli di si, non posso chiedermi di stravolgere il mio approccio professionale. C’è stato uno step del mio percorso dove ho fatto il lavoro puramente di braccio, ma sui quali non ho messo il mio nome perché non mi rappresentavano per niente. Facevo quello che mi dicevano, ma adesso è ben diverso”.

 

Chissà le paladine di Giulia Conoscenti come sarebbero, con quelle spade da sfoderare dalle loro armature scintillanti, in cammino verso una scenografia di luoghi segreti, magari cavalcando tigri anziché cavalli. Chissà se lo sapremo mai, ma intanto ci accontentiamo di viaggiare tra le immagini splendide del suo portfolio online, che rievocano ed emanano quell’energia atavica di cui dovremmo assumere una buona dose quotidiana.

English Version

She has worked with Gucci, Primark, Barilla: who is Giulia Conoscenti, the Palermo-born illustrator with dishevelled and vibrant designs. 

 

Anyone who is Sicilian must, at least once, and I stress, must have seen the work of the puppets. To be enchanted by the legendary tales of Orlando, of the Paladins of France, but even more so by that very ancient sound, rooted in our blood, of the top hat piano and the trumpet, which fits so well with the change of the always hand-painted, colourful, trembling, fantastic set design.

 

When I asked Giulia Conoscenti, a Palermo-born illustrator and designer with the sea in her eyes, to have a chat with us, at the end of the two hours we spent together, I wondered ‘who knows what an entire puppet opera stage illustrated by her would be like, puppets and dolls included’.

 

Giulia’s artistic vivacity and identity roars. She who at the age of thirty already teaches four university classes, has collaborated with the likes of Barilla, Gucci, Primark, Zanotta and has decided to return home, to her Palermo, strong in the knowledge that this work, that of illustrating and narrating through images, can be done anywhere, but with her foot out a little.

 

Giulia’s works are unbelievably material, keys to escape into absolutely different worlds: now circus, now mysterious, now tribal, now Sicilian, now bestial. A multitude of subjects that fibrillate and fascinate, magnetising the eye with their fluorescent but never exaggerated colours. One can read very well the great study and research work he undertakes before each brushstroke.

 

And all this he also conveys to his pupils, very young ones, who in beautiful Ortigia he takes them out of the classroom, to draw and interact with the world, to make them put aside those privacy schemes induced through daily doggedness to the screen, which cage and intimidate real, live contact. “Draw people,” she says, “You will see that you will learn a lot and they will be grateful to you for giving them your illustrated view.

 

I ask Giulia how difficult it is to survive in a world of hit-and-run images, which thinks about payments in visibility, 60 days after the delivery of the work, or even doesn’t think about payments. But she is a fighter, she gets pissed off, she shouts out loud if there is something wrong and immoral, her eyes perhaps turn neon green just like her work Quarantine, but it is only fair, I wish everyone would do it, they would stop devaluing this profession that requires the enormous effort to expose themselves, even on complicated topics, with their own honed and critical thinking.

 

“I don’t consider myself an artist, I am a designer: it depends on who my image is addressed to, it depends on what medium it is to be printed on, it depends on so many things, and I create that image based on a series of notions, I even change the way I represent things a lot, but with things I think. If a client asks me to do something, for example in vector, I’m sorry, I can’t say yes, I can’t ask me to change my working approach. There was a step in my journey where I did purely arm work, but on which I didn’t put my name because they didn’t represent me at all. I used to do what they told me, but now it’s quite different’.

 

Who knows what Giulia Conoscenti’s paladins would look like, with those swords to be unsheathed from their shining armour, on their way to a setting of secret places, perhaps riding tigers instead of horses. Who knows if we will ever know, but in the meantime we are content to travel among the splendid images in her online portfolio, which evoke and emanate that atavistic energy of which we should take a good dose every day.

 

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